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venerdì 7 giugno 2013

Il mistero di Tunguska...svelato dagli italiani?

BOLOGNA - Il mistero di Tunguska potrebbe avere le ore contate. La misteriosa esplosione, pari a mille atomiche di Hiroshima, avvenuta 99 anni fa nella remota località della Siberia, sta per avere una spiegazione scientifica grazie ai ricercatori del Cnr e dell'Università di Bologna.
Per anni si è fantasticato attorno alle cause dell'esplosione: si è parlato di Ufo, antimateria, buchi neri o altri fenomeni mai dimostrati. Ora i nostri scienziati sono certi di avere in mano le prove che a Tunguska si è verificato il maggiore impatto storicamente accertato tra il nostro Pianeta e un corpo celeste.

La vicenda. Alle 7,14 del 30 giugno 1908 una devastante esplosione nelle vicinanze del fiume Podkamennaja Tunguska, abbattè 60 milioni di alberi in un'area di 2150 chilometri quadrati. Il rumore dell'esplosione fu udito a 1000 chilometri di distanza. Alcuni testimoni che si trovavano a 500 chilometri dal punto di impatto, riferirono di aver visto sollevarsi una nube di fumo all'orizzonte. Alcuni convogli della Ferrovia Transiberiana, a 600 chilometri dal punto di impatto rischiarono quasi di deragliare. Ma a Tunguska non è rimasta nessuna traccia di un cratere di impatto o di altri elementi chiaramenti riconducibile ad un corpo di origine extraterrestre. Almeno fino ad oggi.

Asteroide o cometa. Sulla rivista scientifica 'Terra Nova', è stato pubblicato il lavoro di un gruppo di ricercatori italiani dell'Ismar-Cnr e delle Università di Bologna e Trieste - Luca Gasperini, Francesca Alvisi, Gianni Biasini, Enrico Bonatti, Giuseppe Longo, Michele Pipan e Romano Serra - che hanno condotto sul luogo una spedizione scientifica. Dagli studi risulta che il lago Cheko, un piccolo specchio d'acqua, circa 500 metri di diametro, situato ad una decina di chilometri dall'epicentro dell'esplosione del 1908, può essere il cratere causato dall'impatto di un 'frammento' di circa cinque metri, sopravvissuto all'esplosione principale, che si è schiantato a 'bassa velocità', ovvero a circa un chilometro al secondo.

"L'esplosione si sarebbe verificata nell'atmosfera, 5-10 chilometri al di sopra della regione di Tunguska - spiega Luca Gasperini dell'Ismar-Cnr di Bologna -. Si è trattato della deflagrazione di un asteroide o di una cometa, (la prima ipotesi sostenuta in particolare da scienziati americani, mentre la seconda è sostenuta da ricercatori russi, ndr), di circa 50-80 metri di diametro. La zona di devastazione se centrata su Bologna - sottolinea il ricercatore - raggiungerebbe Ferrara, Forlì e Modena".

La ricerca. "Abbiamo effettuato uno studio geofisico e sedimentologico del lago per verificare se la sua formazione potesse essere correlata all'evento, e per rilevare nella sequenza sedimentaria del lago evidenze geofisiche e geochimiche dalle quali trarre informazioni sulla natura dell'oggetto cosmico", ha spiegato Luca Gasperini dell'Ismar-Cnr. "Varie spedizioni di studiosi avevano già esplorato la zona dell'esplosione senza trovare segni d'impatto o frammenti, e formulando ipotesi, anche molto diverse fra loro, per far luce su quello che è ormai considerato a tutti gli effetti un 'mistero'. Il nostro studio sul campo è stato effettuato principalmente utilizzando rilievi di acustica subacquea, con un obiettivo dunque più ambizioso di quello della prima spedizione italiana, avvenuta nel 1991, anch'essa organizzata dal professor Giuseppe Longo dell'Università di Bologna, e limitata alla ricerca di microparticelle dell'oggetto cosmico nella resina degli alberi".

Un lago diverso. Durante la spedizione 'Tunguska99' è stata quindi per la prima volta investigata con tecniche molto sofisticate la morfologia del fondo e la natura dei depositi del sottofondo lacustre, e raccolti campioni di sedimento. "Grazie a tali indagini - ha aggiunto il ricercatore - è stato possibile scoprire che la morfologia del lago è diversa da quella dei comuni laghi siberiani di origine termo-carsica: la natura dei sedimenti recuperati dal fondo sono invece compatibili con l'ipotesi dell'impatto, che sarebbe avvenuto in una foresta acquitrinosa con uno strato sottostante di permafrost (suolo permanentemente ghiacciato) spesso oltre 30 metri".

E' stato proprio lo scioglimento del permafrost avvenuto subito dopo l'impatto a modellare la forma e le dimensioni attuali del lago, e a nasconderne la vera natura di cratere da impatto per tutto questo tempo. Questa scoperta, se confermata, contribuirà, cento anni dopo a svelare il mistero di Tunguska, dando forti contributi, e nuove paure, sulla comprensione degli effetti dell'impatto di un asteroide o una cometa con la Terra. Ipotesi tutt'altro che remota e non infrequente nella storia del nostro pianeta.

(30 ottobre 2007

Curiosità dal Giappone

Grazie alla sua conformazione, abbastanza lineare , il Giappone è uno dei paesi più idonei alla costruzione di ferrovie per treni ad alta velocità. E proprio qui, nel 1964, fu costruita la prima rete ferroviaria in grado di far correre sui suoi binari il treno superveloce, famoso in tutto il mondo, chiamato Shinkansen. Lo shinkansen 
Viaggia a 200 chilometri orari; è in grado di collegare tokyo a Osaka in 3 ore e 10 minuti, quando normalmente ne servirebbero 6 e mezza, ed è costato ben 380 miliardi di yen, circa 3.200 miliardi di lire. Da allora, sono state eseguite parecchie modifiche e migliorie; la linea ferroviaria a trasportato circa 3 miliardi di persone e ha coperto una distanza equivalente a 30.000 viaggi intorno al mondo. Il fatto più strabiliante è che da allora non si è mai verificato un solo incidente mortale: naturalmente lo si deve alla straordinaria manutenzione del mezzo e al progetto assai solido.
Shinkansen Viaggia a 200 chilometri orari; è in grado di collegare tokyo a Osaka in 3 ore e 10 minuti, quando normalmente ne servirebbero 6 e mezza, ed è costato ben 380 miliardi di yen, circa 3.200 miliardi di lire. Da allora, sono state eseguite parecchie modifiche e migliorie; la linea ferroviaria a trasportato circa 3 miliardi di persone e ha coperto una distanza equivalente a 30.000 viaggi intorno al mondo. Il fatto più strabiliante è che da allora non si è mai verificato un solo incidente mortale: naturalmente lo si deve alla straordinaria manutenzione del mezzo e al progetto assai solido.
Ogni paio di ruote è dotato di un motore col freno a disco; le rotaie vengono sottoposte a esame per tutta la loro lunghezza ogni dieci giorni, in modo da prevenire anche il minimo segno di usura. Durante i terremoti, lo Shinkansen si blocca automaticamente Ogni treno ha un suo nome ( come eco o luce ); tutti possiedono il vagone ristorante, alcuni anche i negozi ma nessuna carrozza letto, poichè sarebbe inutile. Chi si dimostra previdente e prenota il biglietto ( e quindi il posto ), può stare tranquillo: il suo sarà un viaggio supercomodo; chi prende il treno senza prenotazione deve invece aspettarsi vagoni stracolmi, come ogni normale treno giapponese.

I samurai

Etica incorruttibile, spirito di sacrificio, abilità, forza: i guerrieri del Sol Levante esercitano un fascino enorme sul mondo occidentale, sono i samurai. Nell’ antichità il Giappone era suddiviso in tanti piccoli staterelli rivali l’uno con l’altro e viveva in uno stato di perenne guerra. I nobili richiamarono a loro dei guerrieri valorosi e fedeli: i samurai (dal verbo saburau = servire-essere al servizio). Questi guerrieri si dotarono di un loro codice d’onore: il bushido, che oltre il comportamento sul campo di battaglia ne regolava la vita spirituale.
Cenni storici
samurai con katanaLa prime notizie storiche sui samurai risalgono al IX-X secolo e sono legate allo sviluppo in Giappone dello shogunato, un sistema feudale sopravvissuto per tutto l’Ottocento. «I samurai all’inizio erano miliziani assunti dai feudatari delle province per sedare le ribellioni» Nel 1185 salì al potere la prima grande famiglia di guerrieri, quella dei Minamoto, e lo shogunato si affermò definitivamente, mentre il potere imperiale perse centralità. «In realtà fin dalle sue origini il Giappone è stato caratterizzato da connotazioni militari».
All’inizi del 900 gravi carestie e conflitti bellici rensero il Governo centrale impossibilitato a garantire la sicurezza nazionale, per questo i nobili si costruirono propri eserciti personali composti da guerrieri provenienti dalle campagne e istruito al combattimento, le continue lotte interne finirono per aumentare il potere e l’importanza di questi guerrieri, contemporaneamente i nobili resero l’imperatore di fatto escluso dalla direzione dello stato. Dal XII secolo i samurai o bushi (“uomini che combattono”) costituircono la casta più importante della piramide sociale. I samurai erano al completo servizio del proprio padrone (daimyô) e per lui sono pronti anche a togliersi la vita tramite il famoso rituale chiamato seppuku. I samurai seguivano un codice di comportamento bellico chiamato bushido che letteralmente significa “via del guerriero”, il punto fermo del bushido era l’onore sia in battaglia che nella vita comune, il bushido inoltre disciplina i rapporti da tenere in uno stesso clan e con il proprio capo. Il samurai doveva essere sobrio, modesto, in guerra deve essere coraggioso, leale, solidale e naturalmente deve avere un grande onore. Ai samurai erano attribuiti spesso due termini: bun che indicava saggezza di tipo confuciano e bu che indicava il contesto marziale. Infatti una delle doti essenziali del samurai era il giusto equilibri tra azione e riflessione. La formazione ideale del samurai era un insieme di componenti, sociali, filosofiche, religiose. Non fu difficile per i bushi con innata semplicità shintoista assimilare le dottrine dello zen, il samurai fin da bambino imparava a non tradire nessun emozione ed a controllare il suo spirito, per fare ciò era necessario sacrificio e ore e ore di esercizi. Lo zen fu fondamentale ad allenare e perfezione il loro famoso autocontrollo in quanto le sue tecniche insegnavano ad avere la totale padronanza delle proprie emozioni, dote fondamentale per un samurai sempre di fronte alla morte.
I samurai nel mondo moderno
Oggi, per competere con la concorrenza orientale, l’economia americana, sta cercando proprio loro: non guerrieri, ma agguerriti manager dall’etica incorruttibile e in grado di identificare il proprio successo personale con quello del gruppo o dell’azienda. Lo afferma Andrea Pítasi, docente di Sociologia giuridica e della devianza all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti, che ha studiato la cultura giapponese proprio per il suo contributo allo sviluppo di nuovi modelli di organizzazione aziendale.
«Nel Giappone antico», osserva Alida Alabiso, docente di Archeologia e storia dell’arte giapponese all’Università di Roma La Sapienza, autrice del libro I samurai (Newton & Compton, 158 pagine, 7,90 euro).
«la cultura samurai è sinonimo autodisciplina, capacità di sacrificio e dedizione. Non è un caso che i Giapponesi, se le finanze del Paese sono in crisi, si autotassino versando le tredicesime». Ciò che li anima è lo stesso profondo senso del dovere dei fascinosi guerrieri che dominarono il Giappone per 700 anni. Non è tuttavia questo aspetto ad accendere la fantasia di noi occidentali.
«Nella mentalità europea e soprattutto in quella latina», spiega Andrea Pitasi, «prevale l’idea del samurai come spirito libero, super-eroe guerriero senza macchia né paura che segue un rigido codice morale, ma non è “a servizio” di nessuno. Una figura che si identifica in realtà solo con i cosiddetti ronin, i samurai rimasti senza padrone dopo la sconfitta del loro signore che in Giappone erano considerati invece banditi o sbandati ».
Rapporto samurai-signore
Minamoto Yoritomo (1191), il fondatore dello shogunato di Kamakura, dettò alcune regole che rimasero fondamentali per i samurai, alla base di queste regole c’erano devozione e lealtà da parte del samurai al proprio signore. Questo rapporto legava entrambe le figure, il samurai si impegnava a servire il superiore il quale a sua volta lo ricompensava con un possedimento fondiario, chigyochi. Durante il x secolo la cerimonia di investitura da vassallo e signore era centrata su un giuramento che nel periodo Kamakura viene trascritto su un rotolo, kishomon. Il kishomon dopo essere stato compilato veniva bruciato e sciolto in un liquido che il samurai beveva, in questo modo il bushi interiorizzava sia materialmente che simbolicamente il patto che aveva fine solamente con la morte da parte di uno dei due contraenti. Il legame che univa i due era talmente forte che quando un signore moriva, molti dei suoi samurai si suicidavano per seguirlo anche nell’aldilà. Questa usanza veniva chiamata junshi e venne vietata per legge dopo che interi clan di samurai si suicidarono, non sparì però completamente. Uno degli episodi più famosi è senz’altro quello dei 47 ronin che si uccisero dopo avere vendicato il proprio signore. Gli obblighi del samurai verso il proprio signore erano molti: fedeltà, sottomissione, turni di guardia, fornitura di guerrieri, partecipazione alle spese per il mantenimento del potere da parte del proprio signore, in cambio il signore garantiva protezione, aiuto e ricompense dopo le battaglie. I principi che legavano il samurai al signore erano fondamentalmente due: giri= dovere e chugi= lealtà, il samurai doveva inoltre possedere saggezza= chi, valore= yu, benevolenza= jin; doveva essere coraggioso e forte ma nello stesso tempo composto e magnanimo, il coraggio era uno degli elementi fondamentali naturalmente. Il samurai era al servizio del Daimyo, Signore di un clan o di una provincia ricco e potente, a sua volta il Daimyo era al servizio dello Shogun (Generalissimo), il quale nominato dall’Imperatore, prima di diventare Shogun era anch’egli un Damyo. Lo Shogun governava in modo dispotico ed autoritario in nome dell’Imperatore, ma di fatto quest’ultimo possedeva solamente una carica onorifica.
Immagine samurai
Immagine samurai
Immagine samurai

Prima guerra mondiale

Nel 1914 i rapporti tra le potenze europee erano tesi:  la Germania si impegnò a conquistare un impero coloniale in Africa e in Asia, ponendosi in conflitto con l’Inghilterra e la Francia che si sentiva minacciata anche sul suolo europeo poiché l’Impero tedesco le aveva già strappato l’Alsazia e la Lorena. Persino i rapporti tra Impero russo e Germania stavano andando deteriorando. La Gran Bretagna, invece, per timore di perdere le proprie colonie, pose fine alla sua politica isolazionistica. Nei Balcani la situazione si presentava veramente critica. Gran parte della regione era sotto il controllo dell’Impero ottomano, mentre la Bosnia-Erzegovina era sottoposta al dominio dell’Impero austriaco.    
 
 

                                                                                                                                                                                   
 
 
Il 28 giugno 1914, a Sarajevo, un nazionalista serbo, Gavrilo Princip (1), uccise l’erede al trono austriaco: l’arciduca Francesco  Ferdinando. L’imperatore austriaco assunse una posizione durissima e lanciò alla Serbia  un ultimatum, con il quale chiedeva che fossero destituiti tutti i ministri e gli ufficiali dell’esercito ostili all’Impero austro-ungarico  e che la stampa cessasse qualsiasi attività di propaganda contro l’Austria. Se entro un mese queste condizioni non fossero state accettate, l’imperatore asburgico avrebbe rivendicato la morte di Francesco Ferdinando (2) con le armi. 
 
                                       
 
      Gavrilo Princip (1)                                        Francesco Ferdinando (2)
 
Il 28 luglio, allo scadere dell’ultimatum, l’Austria dichiarò guerra alla Serbia. Poiché la quest’ultima godeva della protezione della Russia, lo zar scese subito in campo contro l’Impero austro-ungarico. A quel punto scattò il meccanismo delle alleanze: da una parte erano schierati gli Imperi Centrali (Austria-Ungheria e Germania), l’Italia pur essendo legata a loro dalla Triplice Alleanza decise di non combattere al loro fianco poiché questo accordo aveva solo valore difensivo. Accanto all’Austria si schierò anche l’Impero ottomano. Dall’altra parte vi erano la Russia, la Francia e la Gran Bretagna, legate tra loro dalla Triplice Intesa. Ad essa si unì anche il Giappone, che si affrettò a conquistare i territori tedeschi in Cina.                                                                                                                                                                        Appena iniziato il conflitto, la Germania assalì la Francia, sul fronte occidentale. L’offensiva contro lo stato francese doveva essere sferrata da nord,  passando per il Belgio, mettono così in atto il piano Schlieffen. Essa dovrebbe essere stata una “guerra lampo” (blitz kriegh), invece si trasformò in una durissima guerra di posizione. I tedeschi penetrarono velocemente nel territorio francese e giunsero fino alla Marna. A quel punto la Gran Bretagna, sentendosi minacciata dalla flotta tedesca, inviò un forte contingente in aiuto alla Francia e così entrò in guerra. La battaglia continuò fino alla resa della Germania.                                                                                                                                                            Nel frattempo l’Austria-Ungheria era impegnata nel fronte orientale e nei Balcani. Gli Imperi Centrali avevano sperato in una guerra di breve durata, invece si trovarono a combattere una guerra di posizione dove i soldati erano costretti a rimanere all’interno delle trincee*. Talvolta venivano tentati assalti frontali che finivano come delle carneficine.
 

  
Lo scoppio della guerra colse l’Italia di sorpresa. Il paese era diviso, da una parte i neutralisti (cattolici e il partito socialista) dall’altra gli interventisti (repubblicani, anarchici, sindacalisti rivoluzionari, democratici di sinistra e nazionalisti). Il 26 aprile 1915 il governo italiano firmò il Patto di Londra il quale prevedeva l’entrata in guerra dell’Italia a favore della Triplice Intesa. In cambio, in caso di vittoria, lo stato italiano ci avrebbe guadagnato il Friuli Venezia Giulia,  il Trentino, l’Istria, la Dalmazia e alcune colonie in Africa e in Asia. Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò ufficialmente in guerra.        All’inizio del 1916, gli Imperi Centrali, tentarono nuovamente un attacco contro le potenze dell’intesa. Sul fronte italiano, gli austriaci sferrarono una poderosa offensiva in Trentino, ma furono bloccati e respinti sull’alto piano di Asiago.                                                                                   Sul fronte occidentale, i tedeschi tentarono senza successo di penetrare in Francia. Nel drammatico attacco di Verdun morirono ben 7000000 soldati.                                                     

Nel 1917 la Russia si ritrovò dilaniata all’interno dallo scoppio della rivoluzione e quindi decise di non partecipare più al conflitto. Questo fatto permise all’Austria di spostare gran parte dell’esercito sul fronte italiano.  Il 24 ottobre 1917 le truppe di Cadorna furono attaccate a Caporetto e vennero costrette a ritirarsi al fiume Piave. Dopo questa dura sconfitta Cadorna venne sostituito dal generale Armando Diaz che preparò la controffensiva.
Nell’aprile del 1917 entrarono a far parte del conflitto anche gli Stati Uniti, sentendosi minacciati dalla Germania. Questo fatto cambiò le sorti della guerra. Gli Imperi Centrali tentarono una nuova offensiva sul fronte occidentale, giungendo nuovamente in prossimità della Marna. Ancora una volta, però vennero sconfitti dalla truppe francesi, aiutate da quelle americane.                          Il colpo definitivo ai due Imperi venne dal fronte italiano. Il generale Diaz, il 24 ottobre, passò alla controffensiva sulla linea del Piave, riconquistò le posizioni perdute e sfondò a Vittorio Veneto. L’esercito austriaco si disgregò completamente e non gli restò che firmare la rese il 4 novembre 1918. Questo assieme  a tanti altri fatti costrinsero Guglielmo II ad abdicare e l’11 novembre 1918 una delegazione tedesca firmò l’armistizio. 
Il 18 gennaio 1919 si aprì a Versailles la Conferenza della Pace. Ad essa vi parteciparono tutte le potenze vincitrici: Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Italia. Ancora una volta bisognava modificare i confini dell’Europa. Tutti si trovarono d’accordo nel fatto che la Germania fosse la vera artefice della guerra e quindi vennero prese contro di essa posizioni durissime:

-          L’Alsazia e la Lorena furono restituite alla Francia
-          La Renania  venne sottoposta per quindici anni all’occupazione delle potenze alleate
-          A est, la Germania  venne indebolita dalla costruzione del “Corridoi di Danzica”
-          Una piccola parte di essa fu ceduta al Belgio
-          Le sue colonie vennero distribuite tra Francia, Inghilterra e Russia.
L’Italia rimase delusa e ferita dai risultati ottenuti dalla Conferenza di Versailles. Secondo quanto detto nel Patto di Londra, il governo italiano era convinto di ottenere l’Istria, la Dalmazia, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino e alcune colonie africane e asiatiche. Essa, invece, ottenne solamente il Friuli e il Trentino e l’Istria. Da qui nacque l’idea di una “vittoria mutilata”.                                                                                                                                                              E con questa conferenza a Prima Guerra Mondiale.



giovedì 23 maggio 2013

Canada

CAPITALE: Ottawa
SUPERFICIE: 9.970.610 km2
LINGUE PRINCIPALI: Francese e inglese
POPOLAZIONE: 30.000.000 abitanti
DENSITA’ DI POPOLAZIONE: 3,1 ab/km2
MONETA: dollaro canadese
CITTA’ PRINCIPALI: Montreal, Toronto, Vancouver, Winnipeg, Hamilton, Quebec, Windsor, Edmonton, Calgary, London, Halifax.
BANDIERA: La foglia rappresenta il simbolo nazionale del Canada. Il colore rosso rappresenta il sangue sparso dai canadesi nella prima guerra mondiale, il bianco la neve, sempre abbondante in Canada.
Il Canada è diviso in dieci provincie: Alberta, Colombia Britannica, Manitoba, Nuovo  Brunswich, Terra nova, Nuova Scozia, Ontario, Isola principe Edoardo, Québec, Saskatchewan e confina a nord con l’Oceano Artico, a nord-est con la baia di Baffin e con lo stretto di Davis che lo separa dalla Groenlandia, a est con l’Oceano Atlantico, a sud con gli Stati Uniti e a Ovest con l’Oceano Pacifico e con l’Alaska.
ACQUE INTERNE
Il Canada possiede più laghi e acque interne di qualsiasi altro paese al mondo. I laghi più estesi sono i grandi laghi( Lago Huron, Lago Ontario, Lago  Erie, Lago Michigan, Lago Superiore), il Grande Lago degli Orsi, il grande lago degli Schiavi, il Winnipeg, il Mantoba. I principali fiumi sono il San Lorenzo, sbocco dei grandi laghi, che sbocca nel Golfo San Lorenzo; l’Ottawa e il Saguenay, principali affluenti del San Lorenzo;il Saint John; il Saskatcvhewan che forma il lago Winnipeg, e il Nelson e lo Yukon che attraversa l’Alaska.
CLIMA, VEGETAZIONE E FAUNA
Ovviamente si può notare che le immense dimensioni dello stato Canadese comportano dei fattori climatici differenti in vari luoghi del paese. Per questo motivo le temperature medio scendono di molto man mano che si si sale da meridione a settentrione, dove si registrano temperature assai rigide in inverno.  Il clima del Canada è di tipo continentale, I rilievi non influenzano solamente il clima per l’altitudine, ma anche per un altro motivo, e cioè che elevandosi a occidente limitano gli effetti benefici del Pacifico. L’Atlantico, non può influenzare molto il clima in quanto è lambito da correnti fredde provenienti
dall’Artico che neutralizzano quasi totalmente gli effetti che avrebbe sul clima. In conclusione il Canada ha un clima di tipo continentale ma tutte le regioni settentrionali appartengono al dominio artico: per sette o otto mesi consecutivi la temperatura media non raggiunge infatti gli 0ºC. Le medie di gennaio, che superano 0ºC soltanto sulla costa del Pacifico, si abbassano in misura notevole nell'interno (-10ºC all'altezza del Lago Superiore e -30ºC sulle coste della baia di Hudson), per risalire leggermente in prossimità della costa atlantica (da 0ºC a - 5ºC nella Nuova Scozia). Sul clima del Canada influiscono principalmente i venti provenienti da Nord Ovest e da Ovest e quelli provenienti dal Golfo del Messico. Nelle praterie, il rigore degli inverni è attenuato dal vento occidentale caldo e secco che, sorpassando le Montagne Rocciose, scende sulle pianure. Questo vento caldo e secco  è chiamato Chinook ed è simile al Föhn alpino.
FLORA E FAUNA
A sud delle regioni artiche, nelle zone in cui, nel mese di luglio, si ha almeno una temperatura media di 10ºC, cresce rigogliosa la foresta di conifere, i cui confini, che a ovest oltrepassano il circolo polare, ridiscendono fino alle sponde meridionali della baia di Hudson, per risalire nuovamente a est attraverso il Labrador. A nord prevale invece la tundra, formata da una vegetazione cespugliosa, con eriche, muschi e licheni. Verso SE, alle conifere subentrano le latifoglie, grazie al clima più mite; verso SO invece, nelle Prairies, a causa della siccità le foreste sono sostituite da una vegetazione di tipo steppico. Il versante oceanico delle montagne dell'ovest, caratterizzato da un clima mite, riceve piogge abbondanti ed è ammantato di
magnifiche foreste di conifere (abeti Douglas, cedri rossi, ecc.); gli aridi altipiani dell'interno sono ricoperti da una magra vegetazione.La fauna del Canada è presente soprattutto nella zona che si estende dalle foreste a conifere alla tundra artica, fino alle coste del Mar Glaciale. Nelle regioni più settentrionali sono comuni il bue muschiato, il caribù, l'alce, l'orso e la volpe polare, il wapiti e parecchie specie di anatre artiche. Nella zona delle foreste vivono l'istrice americano, lo scoiattolo volante, il procione e molti animali da pelliccia tra cui in gran numero il castoro e, in misura minore, la lince, lo zibellino e il visone americano.
Nelle montagne della Columbia Britannica sono comuni l'orso grigio, l'orso nero americano, il puma e l'antilope bianca. Lungo le coste del Mar Glaciale, poi, si trova l'orso bianco e, in mare, il narvalo e la balena bianca; nelle pianure non mancano i coyote.
Tra gli uccelli, particolarmente abbondanti sono le specie migratorie come l'oca del Canada e l'oca artica, alcune specie di rapaci come l'aquila reale, il falco e lo sparviero, e, lungo le coste, molte specie acquatiche. Dalle pianure degli Stati Uniti si spingono nel Canada piccoli gruppi di bisonti.
TERRITORIO
Il territorio  Canadese può essere diviso in cinque grandi aree: lo Scudo Canadese, il sistema montuoso degli Appalachi, i Grandi Laghi e il bacino del San Lorenzo, le pianure centrali e la Catena costiera. La più vasta regione è quella dello Scudo Canadese, detto anche Altopiano Laurenziano. Il Canada orientale comprende i rilievi degli appalachi, i Grandi laghi e le pianure del San Lorenzo. La regione dei Grandi Laghi e del bacino del San Lorenzo, copre una superficie di circa 99.000 km2 e presenta un territorio in prevalenza pianeggiante e dove vi sono le più vaste aree coltivabili della regione.
A ovest dello Scudo Canadese, si trovano le pianure centrali, estensione delle Grandi Pianure degli Stati Uniti. In questa regione vi sono i suoli più fertili del paese.
AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO
L'economia del Canada è stata per lungo tempo basata sull'agricoltura e, nonostante la grande importanza assunta dall'industria nell'ambito dell'economia del paese, l'agricoltura rimane tuttora una delle sue risorse fondamentali. Essa concorre per circa il 3% alla formazione del prodotto nazionale lordo e impiega circa il 3% della popolazione attiva. La superficie coltivata, pari al 5% dell'intero territorio, è leggermente diminuita rispetto al passato. Coltura predominante è il frumento, di cui il Canada è uno
dei maggiori produttori del mondo (oltre 23 milioni di t all'anno). Coltivato estensivamente nelle Prairies con metodi razionali di stampo statunitense e con l'impiego dei più moderni mezzi meccanici (aratri a vomeri multipli, falciatrici, trebbiatrici, ecc.), il frumento rappresenta una delle voci essenziali del commercio canadese (il Canada è il secondo esportatore di frumento del mondo), ma, per scongiurare il rischio della sovrapproduzione, sono state sviluppate anche altre colture: anzitutto cereali (avena, orzo, segale e mais), ma pure frutta (mele, pere, pesche, uva) e legumi, tabacco, barbabietola da zucchero, lino, soia, ecc.
L'allevamento (12.306.000 bovini, 11.200.000 suini, 691.000 ovini e 103.000.000 volatili) è praticato soprattutto nelle Province Marittime e nelle regioni laurenziane, in cui predomina l'allevamento di bestiame da latte (Ontario e Quebec sono diventati grandi produttori di latte, burro e formaggio) e quello dei suini e dei volatili, mentre nelle Prairies e nell'interno della Columbia Britannica prevale l'allevamento del bestiame da carne.
Un cenno a parte merita, data la sua importanza per l'esportazione, l'allevamento in cattività degli animali da pelliccia (volpi, visoni, zibellini, lontre, castori, cincilla, topi muschiati, ecc.): iniziato intorno alla metà del secolo scorso, ha ormai pressoché completamente soppiantato la caccia, importantissima nei secc.  XVIIe   XVIII.
PESCA
La  pesca è una risorsa complementare di grande importanza (1.0171.614 t di pesce pescato) ed è attiva sia sulle coste dell'Atlantico, dove il plancton attira e nutre considerevoli banchi di merluzzi, sardine e scombri e abbondano le aragoste, sia su quelle del Pacifico, dove vengono pescati soprattutto salmoni e dove sorgono grandi industrie conserviere del pesce. La pesca nelle acque interne rappresenta una risorsa importante delle regioni subartiche.
RISORSE MINERARIE E INDUSTRIA
L’industria mineraria canadese, è fortemente indirizzata verso i mercati internazionali, per questo il paese è uno dei principali esportatori di minerali al mondo. La crescita dell’industria nazionale è dovuta principalmente alla scoperta di giacimenti di petrolio e di gas naturale nelle aree occidentali del paese, allo sviluppo di giacimenti di minerali, di ferro, di nichel, di uranio, di sali di potassio, rame, piombo e zinco. Il Canada è leader mondiale nella produzione di amianto e zinco, e si trova tra i principali produttori mondiali di uranio, cobalto, rame, oro, piombo, nichel, gas naturale, platino, argento e zolfo.
Il settore industriale occupa il 25% circa della forza lavoro e rappresenta circa il 20% del prodotto interno lordo del paese. I principali prodotti dell’industria manifatturiera, sono i veicoli motorizzati e i loro componenti, i prodotti elettrici ed elettronici. Sviluppata è inoltre la cantieristica, l’industria conserviera, e quella della raffinazione del petrolio. Il paese, inoltre è il maggior produttore mondiale di energia idroelettrica e vi sono numerose centrali nucleari.
FORESTE
Quasi la metà del territorio Canadese, circa  il 49,9%, è  ricoperto da foreste, il cui sfruttamento è di grande importanza economica, nonostante impieghi una frazione minima della popolazione attiva. La meccanizzazione e la professionalizzazione, adottate da tempo nella Columbia Britannica, lo sono ormai anche nelle regioni a foresta dell'Est e del Nord delle Prairies, di tradizione artigiana. La parte del patrimonio forestale sfruttata a fini industriali è poca cosa rispetto alle sue potenzialità; anche
così la produzione annua di legname, trasportato di preferenza per fluitazione, si aggira sui 179 milioni di m³, la maggior parte dei quali viene usata per ottenere cellulosa, pasta di legno, di cui il Canada è il secondo produttore mondiale con oltre 20 milioni di t all'anno (è al primo posto nella produzione di pasta meccanica e al secondo in quella di pasta chimica), e di carta da giornali, di cui il Canada è il massimo produttore mondiale con oltre 9 milioni di t all'anno, che rappresentano oltre un terzo dell'intera produzione mondiale.
TURISMO
La fiorente industria turistica poggia sulla presenza di zone di grande interesse paesaggistico, di località sciistiche e di numerosissime  riserve naturali.
RELIGIONE
La  popolazione del Canada si divide in vari gruppi religiosi. I più numerosi sono i cattolici (47,3%) seguiti dai protestanti, i cui due nuclei principali sono costituiti dagli anglicani e dai membri della Chiesa unita del Canada, sorta nel 1925 dall'unione delle Chiese congregazioniste, metodista e presbiteriana. Vi sono poi cospicue minoranze rappresentate dalla Chiesa greco-ortodossa, dagli israeliti, ecc.
POPOLAZIONE
La maggior parte della popolazione canadese è di origine europea, principalmente britannica (poco meno della metà della popolazione) e francese. La maggior parte dei canadesi di lingua francese vive nel Québec e rappresenta circa il 78% della popolazione della provincia. Durante gli anni sessanta e ottanta, si ebbe una crescita della popolazione di origine asiatica e oggi rappresenta il 16% degli abitanti del paese. Altre minoranze sono rappresentate da tedeschi, italiani, ucraini, olandesi, scandinavi, polacchi, ungheresi e greci. Il paese, ospita anche gruppi di indiani d’america (4%). La popolazione nera rappresenta solamente il 2%. Nonostante sia oinione diffusa che la popolazione Inuit
viva negli igloo, sono soltanto quelli residenti nel Canada centrale e occidentale a utilizzare tali costruzioni per lunghi periodi come dimore invernali. Quasi tutti gli Inuit infatti abitano in tende fatte con pelli di animali durante l'estate, e in case di torba in inverno.

America settentrionale e centrale

Orografia: 4 zone principali
-          zona occidentale: dove si trovano due catene montuose parallele al Pacifico; catena marittima e interna, che si ricongiungono nell’altopiano del Messico formando il sistema montuoso dell’America Centrale;
-          centrale: caratterizzata dalle grandi pianure centrali, è qui che si trova il tavolato dello Scudo Canadese;
-          orientale: qui si trova la catena montuosa degli Appalachi;
-          insulare: è qui che si estendono i Caraibi o Antille.

Idrografia
L’idrografia del Nord America si presenta molto ricca e dominata da due grandi bacini imbriferi: il sistema Mississippi-Missouri e il sistema Grandi Laghi-San Lorenzo. Mentre si presenta limitata in America Centrale.

Coste: 4 grandi tipologie di coste
-          coste settentrionali: (Mar Glaciale Artico) basse e frastagliate;
-          coste occidentali: (Oceano Pacifico) a Nord articolate con coste alte, frastagliate, ricche di insenature e fronteggiate da diverse isole; a Sud i litorali sono + uniformi, alti e rocciosi, privi d’insenature;
-          coste orientali: (Oceano Atlantico) a Nord frastagliate con fiordi e ampie insenature; + a Sud coste basse e sabbiose;
-          coste sud-orientali: (Mare Caraibico) molto articolate, sono le coste delle Grandi e Piccole Antille.

Clima: 5 fasce climatiche principali
-          fascia polare: nelle aree + settentrionali dell’America, temperature invernali sempre al di sotto dello zero;
-          continentale fredda: interessa i territori interni e meridionali del Canada, temperature + miti a ovest e + rigide a est;
-          continentale temperata: interessa quasi tutto il territorio degli Stati Uniti, piogge abbondanti a est e aridità maggiore a ovest;
-          sub-tropicale: zone meridionali degli Stati Uniti e costiere del Golfo del Messico;
-          tropico-equatoriale: interessa il Messico-paesi istimici e i Caraibi.

Ambienti
Il continente è composto da due masse continentali unite tra loro da un istmo centrale; appare suddiviso in tre regioni principali: America Settentrionale, Centrale e Meridionale. E’ da qui che deriva anche l’uso del plurale, si parla, infatti, di America o Americhe.



martedì 16 aprile 2013

Australian food

Australian Food

What Do Australians Eat?


Well the food we eat in Australia has been heavily influenced by, initially our British convict beginnings, the local climate, what was, and is, available locally in terms of game and naturally grown produce and by the various waves of immigration experienced after World War 2.
The first Australian convicts ships arrived in Sydney Harbour in 1788. Until that time, the Aboriginal peoples that inhabited Australia were hunter gatherers who lived on local game, the natural produce of fruits, berries and nuts, which later became known as 'bush tucker', and the abundance of sea food available from the ocean.


When European settlement began in this country most of the food ideas were obviously derived from the British traditions brought here by those immigrant settlers.
There are many stories of the initial difficulties experienced by the early pioneers adjusting to the native fauna and harsh climate. Gradually however they began to acclimatise but still hung onto their traditional fare.
Growing up in Australia in the 1950's and 60's, my recollection of Australian food is that it was bland.

Traditional English and Irish food, lots of lamb (mostly the cheaper cuts), beef, vegetables, like potato, carrots, peas, pumpkin and beetroot with deserts such as custard with bread and butter puddings, rhubarb, dumplings smothered in treacle and rice in milk. (Yes we ate rice as a desert with sugar and milk).
It wasn't really until the late 60's and the 70's that the Australian food culture began to change.
After World War 2 Australian culture began to change when Australia embarked on a massive immigration programme and opened its doors to millions of migrants who came from all parts of the globe including Europe, Asia and the Middle East.
They brought with them their own strong and sophisticated food cultures and over the next twenty years began to influence the development of what is now the Australian cuisine.

As a kid going to school with 'new' Australians, at first we looked at their food and wondered how on earth they could eat it. Later, during lunchtimes, we found ourselves swapping our food for their food, a vegemite sandwich for salami with crusty Italian bread or a polish sausage for a cold lamb with 'Rosella' tomato sauce sandwich.


By the 70's Australia began to really embrace the changing food, now influenced by the amazing cuisines of China, India, Germany, Greece, Italy, Lebanon, Malaysia, Thailand, and Vietnam. Restaurants featuring these different foods began to pop up everywhere and they were not only popular, but also began to have a great impact on modern Australian cuisine.
At the same time, in the 70's, American 'fast food' arrived in the form of Macdonald's, Hungry Jacks (Burger King) Kentucky Fried Chicken (KFC) and Pizza Hut. There were also substantial influences and culinary trends from French, Japanese, Moroccan and Spanish cuisines.


 
Seafood has always been very popular in Australia, and as I write this personal memoir, we're approaching Christmas. It's a great time to be writing about food and in particular seafood, as it has now almost become the traditional Australian Christmas food. Lobster, prawns and bugs will grace many a Christmas dinner table this year, although there'll still be the even more traditional turkey, chicken, lamb and pork.
Now let's mention some of the more local or quirky things about Australian food.

Our climate makes BBQ's commonplace. You might even remember the big tourism advertising campaign which featured Paul Hogan as Crocodile Dundee, inviting people to visit Australia and we'd 'throw another shrimp on the barby'. Truth is we don't generally throw a shrimp (we call them prawns) on the barby. It would more likely be a sausage (or snag) or even steak.
One of the best known 'unique' foods we love in Australia is Vegemite (now owned by the American Kraft Foods). It's a black coloured spread, very salty in taste, made from brewer's yeast. We start eating it as kids and indeed Australian children are known locally as 'happy little Vegemite's'. You know you're an Aussie if you love Vegemite!
At the footy we'll eat a meat pie with tomato sauce, a sausage roll or maybe even a chicko roll. Other popular takeaway foods include fish and chips and now of course a macca's (Macdonald's hamburger).


We do eat our national symbol, the kangaroo. In fact during early European settlement, kangaroo meat became an important source of protein and in many cases the only meat available. The Aboriginal inhabitants of Australia feasted on kangaroo for centuries and it formed part of their staple diet. It is available today in various cuts and you can even buy kangaroo sausages.
Other unique or local foods include ANZAC biscuits, Lamingtons, Tim Tams, Violet Crumble, Weet-Bix, Pavlova and iced VoVo's.


You can check out our Australian Biscuits page and our Australian Desserts page for more great Aussie foods.
There's also bush tucker of course, fruits, nuts and berries gathered from local natural resources and damper, a traditional bread, prepared on the campfire by 'swaggies', drovers or outback travellers, and enjoyed with billy tea.
The wonderful thing about Australian food today is its abundance, freshness, quality and sheer variety.
We may have started out with a pretty bland, uninspiring cuisine but as time has gone on, our taste has changed and matured. Now when it comes to Australian food we've become adventurous, colourful, unique and even passionate!

Australian animals


Australian Animals 
The Unique Animals Of Australia

Some Australian animals are extremely unique and special but when you grow up here you don't realise that, of course.
Growing up in the outback around Tibooburra New South Wales we saw a lot of them but we didn't really see anything special about them.... To us they were just something we saw every day.
As kids growing up in the bush we all knew to keep away from the snakes, if you saw one... (and we often did!).... We also knew from an early age not to mess with the lizards either as one of our brothers had a lizard latch on to his finger and had a hard time getting the bugger to let go!
Our father taught us a healthy respect for all animals
There are variety of species unique to Australia ... everyone in the world knows what an Australian Kangaroo looks like, and who doesn't love the Koala? or isn't a little freaked out by the Platypus and then there's the cute little Bilby, the adorable Quokka, and, of course our Snakes and Lizards, which most Aussie's are secretly proud of.... even if they say different!
Since mankind's existence in Australia a lot of different animals have been introduced and are now roaming around feral ... animals like the Camel, the Rabbit and the hideous Cane Toad. The first introduced animal was the Dingo which has been here for thousands of years.
The European settlers deliberately released many different animals into the Australian native bush.
Other domestic animals have escaped and now have large populations roaming the Australian outback ... all of which are creating problems for our native Australian animals.
Click on each of the links below to discover more about our wonderful Australian animals
Australian Bilby

The Bilby is one of our cutest Australian animals. Bilbies used to cover about 70% of the Australian mainland but the introduction of new predators, such as feral cats and foxes, and land clearance has caused a dramatic decline in their numbers and their range.
In fact, one species, the Lesser Bilby is believed to be extinct, with the last record of it being in the 1930's, the other, the Greater Bilby, survives but remains endangered.
Camels in Australia
camel
Camels in Australia are Dromedary Camels.
Thousands of camels were imported into Australia between 1840 and 1907. Australian Camels have a wide range, from South Australia through the Northern Territory and well into Western Australia, there have also been Camels reported in Northern New South Wales and Queensland.
Australia has the worlds largest population of feral Camels and are the only feral herds of their kind in the world.
Cane Toads in Australia
cane toad
The Cane Toad was introduced into northern Queensland, Australia in 1935, to control the beetles that were destroying the sugar cane crops. About 100 Cane Toads were shipped here from Hawaii. They failed to control the cane beetles, and became and continue to be a major pest themselves. Since then, the range of Cane Toads has grown quite alarmingly through Australia's north.
Australian Crocodiles
There are two types of Australian Crocodile, the Australian Freshwater or Johnston Crocodile and the Australian Estuarine or Saltwater Crocodile.
freshwater crocodile
The Freshwater Crocodile or Johnston Crocodile is considered to be dangerous even though it is not known for attacking humans. It grows up to 3 metres long.
Read more about Australian Freshwater Crocs
salt water crocodile
The Saltwater Crocodile or Estuarine Crocodile is one of the most dangerous of all the crocodile family and the largest living reptile in the world. It grows to between 4 and 7 metres long.
Australian Dingo
Dingo
The Dingo is Australia's wild dog.
Dingoes are an introduced species - opinions on when the Dingo came to Australia vary greatly, and range from 15,000 to 2,000 years ago. Dingoes are found on the mainland of Australia but about a third of all wild Dingoes in the south east of the continent are Dingo/domestic dog crosses.
The Dingo normally weighs between 10kg and 24kg, they stand between 44cm and 63cm high to the shoulder.
 Echidna
echidna
The Short-beaked Echidna is one of the most wide spread Australian animals and is the only species of Echidna in Australia. The Short-beaked Echidna, along with the Platypus, is a member of the monotreme family (mammals that lay eggs). The echidna is shy and moves slowly and carefully, if it feels threatened or is disturbed it will dig its way into the ground leaving only its spines visible.The Short-beaked Echidna is common and widespread.
Read more about the Echidna
Grey Kangaroo
grey kangaroo
The Kangaroo is the most well known of all Australian animals. There are approximately 63 living species of Kangaroo. These include the Eastern and Western Grey, Wallabies, Wallaroos and Tree-Kangaroos. The Kangaroo is a marsupial mammal.
 
Red Kangaroo
red kangaroo
The Red Kangaroo is the largest of all the Kangaroos. The male can be 2 metres tall and weigh 90kg. They are also the largest mammal in Australia and the largest living marsupial in the world.
Tree Kangaroo
tree kangaroo
The Tree Kangaroo is a marsupial and like all marsupials, the Tree Kangaroo has a pouch. There are around 10 species of Tree Kangaroo most of which are found in New Guinea.
The two species that are found in Australia are; Lumholtz's Tree Kangaroo and Bennett's Tree Kangaroo.
The Australian Tree Kangaroos are found in rainforest areas of Queensland.
 Koala
koala
The Koala is one of the most loved of the Australian animals. Early settlers called them a Bear, and they are sometimes still referred to as the Koala Bear, although they are not a member of the Bear family. The Koala is a marsupial mammal.
Australian Lizards
lizard
Lizards of different kinds are found all over Australia but more frequently in the desert area and the tropical woodlands of northern Australia. There are more Lizards in Australia than anywhere else in the world - with over 520 species to be found in our great country.
The main family varieties are Monitor Lizards, Geckos, Dragon Lizards, Skinks and Legless Lizards - also known as Snake Lizards.
 
 
 
 
 
Numbat
numbat
The Numbat is also known as the Banded Anteater and Walpurti and is a unique looking Australian animal. Before European settlement they were found over a lot of Australia. The Numbat is a carnivorous marsupial.
Platypus
platypus
The Platypus is one of the strangest Australian animals.
It lays eggs instead of giving birth to live young. Often called the Duck Billed Platypus because of its Bill. The Platypus is one of only a few venomous mammals.
Possum
possum
The Leadbeaters Possum are very rarely seen. They are small, agile and move fast, often leaping from tree to tree. They live in small family colonies and the females are dominant. The Leadbeaters Possum is a nocturnal marsupial.
Quokka
Quokka
The Quokka is another one of our cute Australian animals. The Quokka is a small marsupial like the Tree Kangaroo or small Wallaby, but unlike other Wallabies, it has a short stiff tail and short hind feet. Its ears are more rounded than those of other Wallabies, and its skull and teeth are different.
Quokkas are found on Rottnest Island off the coast of Western Australia, where they are plentiful, they are also found in small groups on the mainland in the southwest of Western Australia.
Quoll
quoll
The Quoll or native cat is a carnivorous marsupial native to Australia and Papua New Guinea and looks a bit like a cross between a cat and a possum.
Four species of Quoll can be found in Australia: the Northern Quoll, the Spotted-tailed Quoll, the Eastern Quoll and the Western Quoll. The Spotted-tailed Quoll is the largest carnivorous marsupial found on the mainland of Australia.
Rabbits in Australia
rabbits
Rabbits in Australia started to multiply alarmingly after Thomas Austin released 24 on his property in Victoria in 1859. Within 10 years the original 24 Rabbits had increased so much that two million could be shot or trapped yearly without having any apparent effect on the population. It was the fastest recorded spread of a mammal anywhere in the world.
Today Rabbits are located in the southern and central areas of Australia, with random populations in the northern desert regions.
Australian Sea Lion
sea lion
The Australian Sea Lion inhabits the ocean around Australia, and nowhere else. Sea Lions, like Seals, are 'pinnipeds', which means 'fin foot'.
They are marine mammals, which are able to swim in extremely cold water. Along with fur-seals, sea-lions belong to the eared seal family, they are different from true seals because they have external ears, and they are more agile on the land and move through the water using their front flippers.
Great White Shark
great white shark
Great White Sharks live in coastal and offshore waters which have a water temperature of between 12 degrees and 24 degrees Celsius. In Australia they have been recorded from southern Queensland to northwestern Western Australia. The Great White Shark belongs to the group of Mackerel Shark.
Australian Snakes
snake
Snakes are found all over Australia. There are about 140 species of land snakes in Australia.
About 100 snakes in Australia are venomous, of these 12 are more likely to be life threatening if you are bitten. A venomous snake is a snake that uses modified saliva, venom, delivered through fangs in its mouth, to immobilize or kill its prey. The deadliest snakes found in Australia include Brown Snakes, Death Adders, Red-bellied Black Snakes, Taipan Snakes, Copperheads, and Tiger Snakes.
Snakes vary in size and weight, although they have the same basic body structure.
Tasmanian Devil
tasmanian devil
The Tasmanian Devil as their name suggests are now found only in the state of Tasmania. They can run up to 13 km per hour for short distances. Tasmanian Devils are the largest carnivorous marsupial in Australia.
Hairy Nosed Wombat
hairy nosed wombat
Hairy-nosed Wombats like all Wombats are not seen as often as some other Australian animals. Nicknamed the bulldozer of the bush for its burrowing. The Koala is their closest relative. The Wombat is a marsupial.